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BILLY BRAGG
MR. LOVE AND JUSTICE
A sei anni dall’ultimo ‘England, half english’ ritorna Billy Bragg con ‘Mr. Love e Justice’, album che sintetizza già nel titolo gli argomenti preferiti dal cantante della classe operaia.Rispetto all’album precedente Bragg con questo nuovo cd sembra più rilassato e gioioso e ciò è ben visibile negli arrangiamenti più ricchi ed orchestrati e meno scarni rispetto all’album del 2002.Il cd prodotto da Grant Showbiz comprende 12 canzoni per un totale di una cinquantina di minuti ed è anche disponibile in edizione deluxe (‘Solo version’) in cui sono presenti le stesse canzoni suonate però dal solo Bragg con voce e chitarra elettrica.Gli argomenti che Billy Bragg tratta nel cd sono quelli prediletti dal cantante inglese, ossia la giustizia sociale, l’amore, le ingiustizie, la critica alla televisione.Il cd parte subito con la canzone simbolo dell’album, ossia ‘I keep faith’, che vede anche la partecipazione alla voce di Robert Wyatt; la melodia struggente ed i ritmi da vera e propria ballata dedicata all’amore conferiscono al brano una sua particolarità.Si continua con ‘I almost killed you’ nella quale prevalgono i ritmi battenti della fisarmonica e dei battimani per poi arrivare alla asciutta ‘M for me’, canzone che si augura la vittoria del pluralismo sull’egoismo e nella quale sale in cattedra il trombone di Nic Waterhouse.Il cd continua con la scanzonata e divertente ‘The beach is free’ per arrivare a ‘Sing their souls back home’, canzone che affronta il tema della guerra in Iraq e le sonorità, proprio per tale motivo, ricalcano i toni cupi ed aspri della guerra stessa.Si prosegue con la delicata e lenta ‘You make me brave’ e con la punkeggiante (in ricordo degli esordi del cantautore inglese con i Riff Raff) ‘Something happened’, da cui scaturisce una sferzata di energia grazie anche al contributo dei bravi musicisti Ian Mc Lagan (ex Small Faces, Dylan e Rolling Stones) e Simon Edwards.Si arriva poi alla title track ben orchestrata e musicata per proseguire con la deliziosa ed essenziale ‘If you ever leave’ dove risalta superbamente la voce di Billy.Si va poi verso la fine dell’album con ‘0 freedom’ ancora con la guerra americana sullo sfondo e con ‘The Johnny Carcinogenic Show’, in cui viene presa di mira la televisione spazzatura e le sue pubblicità altrettanto spazzatura.Il disco si chiude con il blues di ‘Farm boy’ a chiosare un discreto album che sicuramente mostra i suoi lati migliori nella voce positiva di Bragg e nelle strumentazioni ben assortite proposte dai bravi musicisti che vi prendono parte.
(Paolo Miserere)
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