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Massimiliano Larocca - La Breve estate a cura di Fabio Antonelli

Recensioni


Massimiliano Larocca - La breve estate


Massimiliano Larocca: ancora di più…
di
Fabio Antonelli



Era possibile fare di più e di meglio di un disco d’esordio (se si tralascia il “clandestino” lavoro sulle liriche di Dino Campana) come “Il ritorno delle passioni”?

L’impresa non era da poco, ma, dopo ripetuti ascolti del nuovo lavoro, dal poetico titolo “La breve estate”, posso ben dire che Massimiliano è riuscito pienamente nell’impresa, grazie anche a delle collaborazioni musicali davvero di altissimo livello.

Le canzoni sono tante, sono ben quattordici, per un disco che complessivamente dura circa 60 minuti, ma il punto di forza di questo disco è non è certamente l’abbondanza di materiale presente, bensì la qualità delle canzoni che ora vi descriverò :

“Un’altra città” è una bella ballata folk-rock impreziosita dalle chitarre di Andrew Hardin e dal pianoforte di Rodoslav Lorkovic, narra di viaggi, di viaggi non effettuati per scelta ma dettati dai rapidi cambiamenti della società del mondo circostante
“Ma il cinema ha chiuso i battenti / a preti e studenti e ai lavoratori / in un attimo tutto è cambiato / e hai raccolto l’invito ti porterà in un’altra città”.

“Terra di abbondanza” tratta ancora il tema del migrare verso una terra di abbondanza, accessibile ed esaustiva per tutti
“siamo gli ultimi arrivati senza colpe né peccati / dalle sponde desolate verso un posto sotto al sole / come un carico pendente in balia della corrente / dentro un cerchio che lentamente si è rovesciato / per tornare al momento in cui il viaggio è cominciato”, qui troviamo all’opera uno splendido “Python” Fecchio alla chitarra slide.

“L’uomo qualunque”, decisamente rock, cerca di dare un volto ai tanti uomini qualunque senza una casa e senza un’identità che ormai popolano le nostre città
“Dentro queste stanze tra polvere e lenzuola / c’è il segno di una vita recente / perché mettere i sigilli e cambiare residenza è una pratica ricorrente”.

“I ragazzi del vicolo” con un’introduzione poetica, sottolineata dallo schioccare delle dita,
“Hanno mani da gigante / un oceano sulla fronte / hanno scatole a colori / e il veleno sopra i fiori / Il palazzo è una balena / da un anello a una catena / il profumo della strada / l’immondizia e la rugiada / i quaderni e le promesse / i bastoni e le carezze”, cantata da Luca Mirti, è una bella ballata a ritmo di valzer sui tanti, troppi vicoli esistenti nel mondo e presenta un bel duetto Massimiliano Larocca – Andrea Parodi, oltre che i contributi notevoli di Joel Guzman all’organetto, Daniele del Lungo al violino e Max de Bernardi al mandolino.

“La breve estate” è una distesa ballata sul tema della disillusione al finire della giovinezza
“Avevi un mondo da imparare / la forza per ricominciare / un cesto pieno di visioni / i mesi brutti e i mesi buoni / Come canzoni consumate / promesse di una breve estate” con un bel finale sostenuto dal sax tenore di Nino Gori.

Una grande introduzione alla chitarra di Andrew Hardin apre la magnifica
“Maria delle montagne”, valzer d’altri tempi per una storia di altri tempi, quelli in cui la nonna di Massimiliano era lontana dalla sua terra, migrante come tanti altri “A Genova per lavorare / in camera del tuo padrone / sentivi il rumore del mare / Maria delle montagne”, importante il contributo di Guzman all’organetto.

“Anima Mundi” è dedicata al filosofo Giordano Bruno, si staglia nell’aria quasi con solennità, grazie anche al contributo di musicisti del calibro di Carlo Muratori e di Lino Straulino, il testo è notevole
“Unico intelletto, forza plasmatrice / causa universale, intima radice / che racchiude in grembo immagini e colori / che produce sempre membri e composti nuovi”, musicalmente troviamo anche il violoncello di Roni Beraha e il bouzoki di Lino Straulino.

Un gioiello in pieno stile manouche è
“La petite promenade du poète”, testo del poeta Dino Campana musicato da Larocca ed arrangiato dallo stesso Larocca, con il contributo di Nico Geri, bellissima è la chitarra suonata da Geri ed il clarinetto di Nico Gori, sicuramente una delle più belle del disco.

“Un uomo in rivolta” è la canzone meno originale dell’intero disco, un’impressione dovuta forse al fatto che in scaletta viene dopo un lotto di canzoni davvero di gran valore, però secondo me pecca di eccesso nell’utilizzo della rima baciata
“Come un uomo che ad ogni oltraggio / contrappone il suo miraggio / il suo nome e la sua faccia / le sue gambe, le sue braccia / Quando il calcolo dei giorni / ha perduto i suoi contorni / è il momento della svolta / per un uomo in rivolta”.

Di altro spessore
“Tristessa”, dolente ballata ispirata all’omonimo romanzo breve di Jack Kerouac, una disperata storia d’amore tra la prostituta messicana Tristessa ed un giovane americano, grandi contributi a livello musicale da parte di Fecchio alla chitarra slide, di Matteo Addabbo all’hammond e del solito Guzman all’organetto, testo molto ispirato “Tristessa nasce un ultimo mattino / mentre tu dormi stretta al cuscino / Dico addio alle tue braccia / indossando questa sporca giacca / Quando ti risveglierai / una rosa sul letto troverai / e sulla strada le mie lacrime / nella pioggia cercherai”.

Sirene spiegate di polizia sullo sfondo, aprono
“Svegliati Nino”, bella canzone ancora sulla precarietà del vivere di molti “Svegliati Nino, il mattino è arrivato / quanta paura, quanta rabbia hai incontrato / senza un rifugio per posar la testa / quando la strada è tutto quel che resta” è animata dalla tromba di Luca Marianini, dalla chitarra elettrica d Marco Fecchio e dai bei tocchi pianistici di Radoslav Lorkovic”.

Ecco il capolavoro del disco,
“Dimmi tu fiore”, canzone in pieno stile bluegrass, suonata magistralmente con l’organetto di Joel Guzman in stato di grazia, assecondato altrettanto magnificamente dal banjo del nostrano Max de Bernardi e dalla tromba di Francesco Masi, nulla qui è fuori posto, testo compreso, con quel ritornello tanto semplice ma tanto bello “Dimmi tu fiore / dimmi che hai / che sempre piangi / e non ridi mai”.

Altro bellissimo brano è
“Le ceneri di Pasolini (lettera dal dopostoria)”, dolente affranto vivido, decisivo in tal senso è il contributo di Riccardo Tesi all’organetto, il testo evoca l’incredibile contemporaneità dei messaggi di Pier Paolo Pasolini e la continua necessità di voci come la sua “Fuori qualcuno ti aspetta / fuori la gente ha sempre più fretta / L’Italia dei piccoli amori / l?Italia in cerca di nuovi valori”.

A chiudere il disco è
“Il nome delle cose” a sottolineare l’importanza delle parole, del nome di ogni cosa e questo mi fa venire in mente Nanni Moretti in “Palombella Rossa” quando gridava “Le parole sono importanti”, qui i toni sono più pacati ed il testo chiude con nostalgia “Dare fiato alle parole è il mestiere di ogni uomo / dalla nascita alla morte, nella rabbia e nel perdono / La minestra da scaldare quando arriverà il mattino / come il nome delle cose che sognavi da bambino” questo disco tutto incentrato sul tema della perdita dell'Innocenza nel Mito, nella Storia e in Letteratura.

Il disco si spegne con i suoni di un parco dei divertimenti, un paese dei balocchi che da sempre è simbolo della caduta delle illusioni, la musica termina, ma quanto seminato nel dispiegarsi delle canzoni comincia a germinare nel cuore, perché questo “La breve estate” oltre che essere un disco piacevolissimo è un disco che fa pensare, a riprova della grande maturità raggiunta da questo artista.


Massimiliano Larocca
La breve estate

Pomodori Music / Venus - 2008

Lo potete trovare nei migliori negozi di dischi oppure ordinarlo scrivendo direttamente a: info@massimilianolarocca.com


Track list- Un'altra città02 - Terra di abbondanza03 - L'uomo qualunque04 - I ragazzi del vicolo05 - La breve estate06 - Maria delle montagne07 - Anima Mundi08 - La petite promenade du poète (testo di Dino Campana)09 - Un uomo in rivolta10 - Tristessa11 - Svegliati nino12 - Dimmi tu, fiore13 - Le ceneri di Pasolini (lettera dal DopoStoria)14 - Il nome delle cose

Sito personale di Massimiliano Larocca:
www.massimilianolarocca.com
Massimiliano Larocca su Myspace: www.myspace.com/larocca



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